Casale-Forlì, le emozioni della finale B1 2004/2005 (2/2)

30.11.12 12:35

Riviviamo l'indimenticabile gara 5 con Davide Cristelli


Ci sono aneddoti particolari che ti vengono in mente? Di solito emergono sempre curiosità sui festeggiamenti…
“Chiaramente è stata una festa bellissima, proseguita addirittura per una settimana intera. Ha festeggiato tutta la città: per la prima volta ho visto i nostri tifosi uniti a quelli della squadra di calcio, e a loro aggiungersi anche chi non ci ha mai seguito, magari anche solo per ringraziarci per quel che abbiamo fatto per la città. Volendo raccontare un aneddoto, mi viene in mente il Presidente, che ho visto per la prima volta veramente rilassato in volto a cena, a giochi fatti. Proprio lui è stato il nostro primo motivatore, ricordo ancora perfettamente il discorso che ci ha fatto nella saletta dell’hotel dove soggiornavamo a Forlì poco prima di gara 4. Una “strigliata” positiva, di quelle che ti caricano, e che ti fanno sentire apprezzato da un uomo che ha dato tanto per il club e che crede fortissimamente nelle tue potenzialità”.
Veniamo al presente. Nei mesi scorsi ti sei aggregato alla Junior in attesa di una sistemazione…Hai di nuovo incrociato Simone Pierich…
“Un grandissimo talento, lo si capiva già all’epoca che avrebbe fatto carriera. In quella serie finale ci siamo marcati a vicenda. Siamo entrambi giocatori antipatici, per il nostro modo di fare e giocare. Si può solo immaginare cosa accade quando due di questa pasta si affrontano. A Casale siamo diventati amici, e ancora oggi tra di noi c’è un buonissimo rapporto. Guardo il Pierich dell’epoca, e raffrontandolo con quello attuale capisco quanto sia maturato a livello cestistico. Oggi vedo un giocatore consapevole dei suoi mezzi, più maturo e meno impulsivo, un cestista che ha completato il suo naturale percorso di formazione”
Tu che hai avuto modo di giocare in quella Junior, e al contempo di vivere all’interno di quella attuale, quali somiglianze vedi?
“Fatte le debite proporzioni, vedo diverse cose in comune. La compattezza del gruppo è esattamente la stessa. In quella gara 5 contro Forlì emerse uno dei nostri maggiori punti di forza, il senso di unità, dato che ognuno correva anche per il prorpio compagno. Ed è bellissimo quando in una squadra c’è un clima di questo tipo. Lavorando dentro all’attuale gruppo ho visto lo stesso spirito: i due americani accentrano gioco e attenzione, ma negli altri non ho visto invidia. Anzi, solo voglia di fare bene la propria parte. Due squadre ugualmente fortunate: i tre stranieri sono ragazzi eccezionali oltre che ottimi giocatori, il gruppo di italiani è fatto di persone dotate di grandissima umiltà e a dirigere l’orchestra c’è una persona, Giulio, diretta, schietta, che sa cosa vuole ottenere dal singolo. In questo senso, mi ricorda molto coach Ciani”.
Speriamo che, in comune, la tua Junior di gara 5 e quella di domenica abbiano anche il risultato finale…

“Sicuramente. Purtroppo domenica giocherò e non potrò essere al PalaFerraris, ma voglio fare il mio più grosso in bocca al lupo al gruppo, sperando in un bel risultato dopo le ultime delusioni. Contro Forlì sarebbe ancora più speciale”