Condoglianze alla famiglia di Giuseppe Filiberti
La Junior si unisce al dolore per la scomparsa del vicesindaco di Casale Monferrato, da sempre vicino alla Junior
Novipiù Junior Casale esprime il proprio cordoglio alla famiglia Filiberti, unendosi al dolore per la prematura scomparsa di Giuseppe, vice sindaco della città di Casale Monferrato e storica figura legata al basket casalese, scomparso questa mattina a soli 56 anni.
Amico e tifoso della Junior, Giuseppe – per tutti “Beppe” – ha rivestito i ruoli di consigliere, direttore sportivo e vice presidente tra gli anni 80 e 90, e fu tra i creatori dellOlympia Basket.
Nellesprimere le più sentite e sincere condoglianze, la Società, lo staff ed i giocatori desiderano ricordare la figura Beppe attraverso uno stralcio di un suo aneddoto lasciato nel libro 50+1, edito per il Cinquantenario della Junior:
Con Stefano Fulgini andai a Milano a visionare Montani, un ragazzo che ci avevano segnalato. Ci perdemmo e arrivammo alla palestra del Leone XIII
ad allenamento finito. Dagli spogliatoi uscì un ragazzone di due metri dal fisico spaventoso. Ci impressionò subito e nonostante non lo avessimo mai
visto giocare lo prendemmo in prestito. Al primo allenamento a Casale si presentò con un paio di occhiali contenitivi: alla domanda se avesse dei problemi a portare le lenti a contatto, mi rispose che non ci vedeva da un occhio e che quindi metteva gli occhiali per proteggere quello buono. A rendere ancora più pazzesco lacquisto il fatto che Montani era bravissimo, aveva solo dei movimenti inconsulti dovuti al suo handicap: in una gara, andando a rimbalzo, spaccò il sopracciglio al compagno Carucci perché non lo vide. In quella stagione comunque successe ben di peggio, visto che rischiammo addirittura di non iscriverci. Per fortuna un procuratore ci girò un pacchetto di tre atleti, che furono tesserati con linganno: daccordo con lufficio postale di Morano spedimmo i documenti il giorno dopo la chiusura delle liste, con il timbro del giorno precedente.
Le difficoltà economiche emersero già in autunno, poi a metà campionato la società mi disse che non cerano più soldi: «Visto che perdono non li pagheremo più» era la motivazione addotta dai dirigenti che avrei dovuto comunicare ai giocatori. Tra loro e la Junior non cerano contratti scritti, tutto era avvenuto sulla base di una stretta di mano con me, e ora ero da solo con la patata bollente in mano. Lo sponsor simpegnò a coprire il buco fino a fine anno, di fatto salvandoci.
Ciao Beppe.