PalaFerraris, l’esperienza sensoriale del megascreen

21.10.14 15:15

LNP dedica un articolo di Pietro Scibetta alla principale novità dell'evento-partita JC


L’accoglienza che la Novipiù Casale Monferrato ha riservato a Franco Ciani in occasione della sfida con la Moncada Agrigento dice molto. Dice che ci sono persone che hanno la capacità di ricordare e riconoscere la propria storia, che un esonero non cancella quello che di buono si è fatto durante un percorso comune, dentro e soprattutto fuori dal campo. Per carità, non è la prima volta che una cosa del genere accade e c’è ovviamente da augurarsi che non sia l’ultima.Quello che mi è piaciuto è stato il modo. Non solo la signorilità dell’applauso, anche da parte di chi con Ciani non ha lavorato ma che se oggi è a Casale Monferrato in A2 Gold deve un pezzo della sua presenza a chi c’è stato prima. Anche a Franco Ciani, dunque.
Ero al Palaferraris di Casale in tribuna, non come giornalista, per questo ho potuto osservare in maniera diversa quanto accadeva intorno al campo di gioco. Il nuovo schermo posto alle spalle di uno dei canestri è stata una novità che ho apprezzato in modo particolare. Non è solo una questione di modernità. L’esordio “ufficiale” lo aveva fatto giovedì scorso, la sera della gara tra Novipiù e Fileni Jesi, domenica sera – visto dal vivo – da quello schermo è venuto fuori un lavoro impressionante. Oltre alla dedica per Ciani, belle grafiche, presentazioni accattivanti, statistiche e risultati in tempo reale e – last but not least – spot pubblicitari. “Dev’essere un supporto agli spettatori, con quattro caratteristiche: spettacolare, commerciale, informativo, interattivo”, spiega Marco Martelli, il d.g. della società. Bolognese, classe 1982, già giornalista, da otto anni collabora anche con Euroleague Basketball per la produzione televisiva delle Final Four. Si vede. I contenuti sono di alto livello, con attenzione posta sia sull’utilità che sull’estetica: nell’era della comunicazione istantanea non si puo’ fare altrimenti, se si vuole competere. “Grazie a whatsapp, dalla panchina sono sempre in contatto con i due ragazzi al pc per gestire le pause, coordinarci, e comunicare con lo speaker. Il video storico attinge dai dvd delle partite in sede, tutti riversati in modo che compaiano tutti i giocatori e gli allenatori che sono passati che sono passati da Casale Monferrato. Tutto quello che proponiamo ‘in diretta’ agli spettatori deve avere un filo logico e dev’essere equilibrato, per quello la scaletta alterna numeri a spot. Anche i bumper che lanciano i momenti servono per spiegare al pubblico cosa arriva, come le statistiche o gli highlights”. Sono idee, in sostanza, di Martelli e del gruppo di persone da lui coordinato: il risultato è un lavoro divulgativo, per nulla invasivo, che non disturba lo spettatore ma lo aiuta ad apprezzare lo spettacolo che sta guardando. Il tutto con qualità da produzione televisiva di ottimo livello, realizzata con materiali a basso costo. Il valore aggiunto è creato dal mix di competenza, immaginazione e ore di sonno lasciate per strada.
Al momento la Junior ha oltre 5.000 “mi piace” sulla propria pagina ufficiale su Facebook e oltre 2.000 follower su Twitter. Molta più gente di quella che si è presentata a vedere la partita di domenica sera. Questo perché non tutti hanno la possibilità di andare al palazzo, vuoi per impegni, vuoi per distanza geografica, vuoi perché di questi tempi spendere anche poco per godersi uno spettacolo non è la cosa più semplice del mondo. Qualunque sia il motivo, pero’, sapersi raccontare è vitale, per una società. È vitale migliorare l’esperienza di chi viene alla partita; è vitale arricchire l’evento sportivo con iniziative buone per migliorare anche la cultura e la preparazione stessa degli spettatori; è vitale comunicare a chi non c’è cosa succede all’interno di quelle quattro mura, perché è vitale che le emozioni sportive (e non solo) che vengono prodotte lì dentro escano fuori per raggiungere il maggior numero possibile di persone; è vitale per catturare l’attenzione di chi non viene, o magari non viene più; è vitale far sentire più vicino chi invece vorrebbe ma non puo’ esserci, trasmettergli il calore che lo sport sa creare. Fare comunicazione nello sport, per me, è questa roba qui.
Per chiudere, un’ultima considerazione: quando si lavora tutto è migliorabile, tutto è perfettibile, ma perché qualcosa si possa migliorare prima bisogna iniziare a farla. Chi ha la visione per iniziare questo genere di percorso va premiato, il passo successivo è la condivisione delle esperienze. Sia da parte di chi fa, sia da parte di chi vuole e ha bisogno di fare. Si cresce soltanto se si lavora insieme. Vale per la LNP, come per tutto il resto.

Pietro Scibetta