Forza Man City, forza Junior!

08.04.10 17:00

A tu per tu con Nick George


L’ufficio stampa di Legadue, in collaborazione con quello della Junior Casale, regala a tutti gli appassionati una lunga intervista a Nick George, uno dei protagonisti della stagione rossoblu.
Eccola anche sulle colonne del nostro sito.

Dopo una brutta partenza, ora state volando: cosa è successo che vi ha trasformati?

Siamo cambiati, e non parlo solo di roster. La spinta più grande è
stata la presa di coscienza di quelli che erano i nostri limiti
iniziali. Da lì abbiamo iniziato a lavorare senza sosta, aggiungendo
qualcosa ogni giorno. Ecco come siamo arrivati alla condizione attuale!

Qual’è il pregio di questa Fastweb?

In questo momento, è evidente che a livello difensivo abbiamo
compiuto passi da gigante. In generale sentiamo tutti un grande “fuoco”
dentro: una sensazione speciale che ci permette di esprimerci con grande
energia ed intensità.

Sei soddisfatto del tuo rendimento e in cosa come giocatore pensi di
dover migliorare ancora?

Sono molto critico ed esigente con me stesso. Penso di poter
migliorare in tutti gli aspetti del gioco. Ho tanta energia, ma a volte
devo saperla dosare meglio.

Come mai un ragazzino nato a Manchester sceglie il basket e non il
calcio?

Infatti sono stato calciatore, prima che cestista. Un centrocampista
con grande energia e abnegazione!

Cosa ti piace dell’ambiente del club e della città che hai trovato a
Casale?

La città ha una dimensione ideale, per me che sono cresciuto in un
centro più grande come Manchester. A Casale si respira arte e storia, si
mangia bene… una città da cartolina! La gente è magnifica con me, così
come è stupenda l’atmosfera che si vive la domenica al palazzetto: è un
piacere vivere qui.

Come, quando, dove e perchè hai iniziato a giocare a basket?

Un giorno sono entrato in una palestra di Manchester e ho visto gli
atleti correre da una parte all’altra, schiacciare, stoppare e
divertirsi. Ho capito che il mio sport era il basket, non il calcio!

Studi in curriculum?

Sociologia. Ma poi ho sviluppato una grande passione per l’arte: se
potessi tornare indietro, sceglierei un indirizzo più legato al disegno o
all’architettura.

I tuoi hobby?
Disegnare e dipingere mi rilassa molto. Ma non ho ancora avuto il
coraggio di mostrare i miei capolavori!

Il tuo soprannome?
Simone (Pierich, ndr) l’anno scorso ha iniziato a chiamarmi
QuickNick, e da allora per molti sono Quick…

Il tuo idolo cestistico?
Kevin Garnett. Un esempio di talento, classe, temperamento,
leadership.

Il tuo compagno di squadra più simpatico di sempre?

Ne dico due, conosciuti ad Alicante: Cameron Bennermann e Henk
Norel.

Il tuo compagno più simpatico della squadra attuale?

I miei compagni di reparto David Chiotti e Tommaso Fantoni.

Il tuo compagno più forte di sempre?
Luol Deng, mio compagno in Nazionale. Una forza della natura.

Il tuo compagno più forte nella Junior?

Tommy Fantoni

Il quintetto All Stars dei compagni avuti in carriera?

Erik Maynor, Henk Norel, Alain Digbeu, Spencer Nelson, Tommaso
Fantoni

Il quintetto di quelli che non vorresti incontrare mai?

Per principio, non ne esiste uno, neanche per scherzo!

Il quintetto del basket britannico?
Nick George, Pops Mensah-Bonsu, Luol Deng, Joel Freeland, Kieron
Achara… quintetto molto fisico!

L’avversario più forte che hai incontrato e ti ha creato più
problemi in carriera?

Sarò ripetitivo, ma provate voi a passare ogni estate a marcare Luol
Deng in Nazionale…

E in Legadue qual è il giocatore più forte? E l’italiano più forte?

Io e Tommy ce la caviamo bene!

Cosa pensi dei tre italiani in NBA?

Spendo una parola su Gallinari. E’ un piacere vederlo giocare, ha
una capacità davvero speciale nel ricoprire più ruoli, giocando sempre
con grande naturalezza.

Il coach che preferisci tra quelli avuti in carriera?

Difficile scegliere un preferito. Allora nomino il primo, Graham
Williams. Mi disse: “Tu un giorno diventerai un professionista”.

Un giudizio su coach Crespi?
E’ onesto, franco e diretto. Ha una passione smisurata per il
basket, è una persona intensa, capace di tirarti fuori tutto. Per questo
mi trovo benissimo con lui.

La tua migliore e peggior partita in carriera?
La migliore risale al college; la peggiore fu… la prima. Un
disastro, non riuscivo a capire i tempi del gioco.

Hai una squadra di basket del cuore?

No. Ma se posso pescare nel passato, cito i Minnesota Timberwolves
del 1995, con Garnett, Marbury e Gugliotta.

E di altri sport?

Manchester City! La parte blu della mia città, il rosso (il colore
del Man United, ndr) non esiste!

L’atleta fuori dal basket di tutti i tempi che ammiri di più?
Il tennista Pete Sampras

E lo sportivo britannico di tutti i tempi?

Ian Wright, l’attaccante dell’Arsenal. Leggendario!

Il tuo film preferito?
Un cortometraggio su Salvador Dalì di cui non ricordo il titolo

L’attore preferito e l’attrice?
Will Smith e Eva Mendes

Finito di giocare, pensi di restare nel basket o hai in testa anche
altro?
Mi piacerebbe fare il personal trainer e rimanere in palestra per
trasmettere energia.

I tuoi gusti in campo musicale?
Ascolto di tutto. Tupac per il rap, Fleetwood Mac come rock band…e
adoro Elisa. Vorrei tanto andare a vedere un suo concerto nei prossimi
mesi.

Il libro e lo scrittore?

Stephen King, “Duma Key” del 2008

Il piatto in genere?
Spaghetti alla carbonara

L’abbigliamento?

Jeans e sneakers

Il tuo ideale di donna?
Assomiglia molto ad Eva Mendes…

Segui la politica?

No, non la seguo molto. Ma vorrei dire una cosa ai big del mondo:
abbattete le discriminazioni di ogni genere che ancora dividono il
pianeta.

Sei religioso? E in cosa credi?

I’m a believer. Basta come definizione?

Il personaggio storico che vorresti essere stato?
Martin Luther King e Salvador Dalì

La città italiana?
Venezia. La adoro.

Facebook o Twitter o niente?

Uso Facebook, ma proprio stasera voglio aprire il mio primo account
su Twitter…

E il sito internet che preferisci?

www.asjunior.com. L’altro giorno mi sono guardato mille volte la
prodezza di Jackson a Veroli…